Corpo
Questa sala ha mantenuto in gran parte il suo assetto originario degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Lungo le pareti si trovano sei antiche stufe di maiolica; nelle vetrine, invece, sono esposte singole formelle da stufa.
Sin dall’inaugurazione del Museo nel 1905, le antiche stufe hanno rivestito un ruolo centrale: la maggior parte degli ambienti espositivi disponeva infatti di una stufa a formelle. Gli esemplari esposti riflettono così la cultura edilizia tradizionale locale. Privi della parte interna e dello sportello di caricamento, non sono più funzionanti.
La tecnica di riscaldamento senza fumo, nota come ipocausto, era conosciuta sin dall’antichità classica. Dal Medioevo, le stufe a formelle si diffusero in Europa centrale e nelle aree alpine; con il vantaggio di poter essere caricate dall’esterno, esse mantenevano l’ambiente riscaldato privo di fumo. In Italia, al contrario, rimase in uso il camino aperto.
In Alto Adige e Trentino, le stufe a formelle sono documentate fin dal Medioevo. I produttori di vasellame erano soliti realizzare anche formelle per stufe e dal XVI secolo questa attività divenne fiorente a Bolzano. Già nel XIII secolo è tuttavia documentata la presenza di una casa con stufa e di un vasaio.
Le formelle in esposizione fanno parte di una vasta collezione che la Società del Museo ha progressivamente acquisito dall’inizio del XX secolo: un momento in cui l’arrivo delle stufe in ghisa industriali e dei moderni sistemi di riscaldamento ha portato alla rimozione delle stufe a formelle dai salotti e dalle camere.
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