Descrizione
JULIUS PERATHONER
Sindaco di Bolzano
1895-1922
Bolzano commemora quest'anno con una serie di eventi il suo Sindaco più longevo, il dottor Julius Perathoner, scomparso il 17 aprile 1926. In stretta collaborazione con la Società del Museo – Museumsverein Bozen, il Museo Civico e l'Archivio Storico della Città espongono oggetti, documenti e fotografie provenienti dalle proprie collezioni e da collezioni private, offrendo uno sguardo sulla sua vita e sul suo operato.
Chi era Julius Perathoner? Nato nel 1849 a Dietenheim, nei pressi di Brunico, dal 1872 esercitò la professione di avvocato a Bolzano. Già membro del Consiglio comunale dal 1893, fu eletto Sindaco per la prima volta nel 1895, ricoprendo tale carica per dieci mandati consecutivi fino al 1922.
La cosiddetta “era Perathoner” fu caratterizzata da una rapida crescita economica, che il Sindaco seppe abilmente sfruttare per modernizzare la città con altrettanta rapidità. Oltre a tre edifici scolastici tuttora esistenti, in vent'anni furono costruiti il nuovo municipio e il teatro cittadino. Con acume politico e lungimiranza, Perathoner cercò sinergie e creò reti infrastrutturali. Un esempio lampante: in seguito alla fondazione dell’Azienda Energetica SA (Etschwerke AG) con il Comune di Merano, attraverso il nuovo Ponte Talvera, costruito nel 1899, la corrente elettrica raggiunse la città; la necessaria cabina per la distribuzione fu realizzata nel primo edificio comunale costruito dopo il ponte e situato nelle immediate vicinanze: il Museo Civico, edificato tra il 1902 e il 1904 con il sostegno finanziario della Cassa di Risparmio e della Società del Museo. Successivamente furono costruite due linee tranviarie che collegavano Bolzano con Gries e Bronzolo, insieme a moderni impianti di risalita che univano la città a zone limitrofe destinate allo svago, come il Virgolo, il Colle e il Renon. Una rete idrica ben sviluppata rifornì di acqua potabile di ottima qualità gli abitanti e i nuovi alberghi. Nel 1911 Bolzano si fonde con il comune di Dodiciville: la superficie comunale passò così da 0,69 a 33,12 chilometri quadrati.
Il suo mandato venne revocato per regio decreto nel 1922.