Descrizione
Si è svolta questa mattina a Maso Nusser, a ponte Campiglio, la cerimonia in memoria di Josef Mayr Nusser nel giorno dell’anniversario della sua morte. Davanti alla casa natale, autorità comunali e provinciali, rappresentanti dello Stato, dell’ANPI Alto Adige e delle associazioni combattentistiche e d’arma hanno reso omaggio con la deposizione di fiori a colui che, per fedeltà alla propria coscienza, si oppose al giuramento alle SS e al regime di Adolf Hitler.
La commemorazione è stata aperta dal Sindaco di Bolzano Claudio Corrarati, che ha ricordato le parole decisive pronunciate da Mayr Nusser "Io non giuro a questo Führer" scelta che ne segnò il destino fino alla morte. Il primo cittadino ha sottolineato come Mayr Nusser, Cittadino Onorario di Bolzano dal 2010 e proclamato Beato nel 2017 da Papa Francesco, rappresenti ancora oggi un esempio concreto di fede e coerenza. Uomo profondamente religioso e presidente dell’Azione Cattolica, seppe testimoniare con la propria vita valori che restano attuali.
Corrararati ha richiamato anche il legame con la famiglia, citando le parole che Mayr Nusser scrisse alla moglie: «Non ho dubitato un attimo su come mi comporterò e tu non saresti mia moglie se ti aspettassi da me un comportamento diverso. Questa consapevolezza, mia carissima sposa, mi rende forte». La famiglia, è stato evidenziato, è il luogo da cui devono nascere e diffondersi quei valori senza i quali non può esistere una comunità solida. L’invito è stato a “attraversare la città” in tutti i luoghi dove la memoria è presente, portando fiori non solo nei siti commemorativi ma anche nelle proprie famiglie, affinché la città stessa diventi espressione viva di tali principi prima ancora che attraverso i suoi monumenti".
Alla cerimonia sono intervenuti anche l’Assessore provinciale Luis Walcher, il presidente dell’ANPI Alto Adige Guido Margheri e il presidente dell’Associazione dei giovani cattolici sudtirolesi Simon Klotzner. Particolarmente significativo il contributo di alcuni alunni della scuola media Ilaria Alpi, che hanno letto riflessioni sul significato profondo della scelta compiuta da Mayr Nusser e sulla sua attualità per le nuove generazioni.
Il Sindaco ha inoltre ribadito come: "La memoria non debba mai essere considerata un atto formale, ma un impegno quotidiano capace di orientare il vivere civile. L’esempio di Mayr Nusser richiama i valori della dignità umana, della libertà, della pace, della democrazia e della convivenza, principi che richiedono l’impegno di tutti".
Dopo l’annessione dell’Alto Adige-Südtirol alla Zona di Operazioni delle Prealpi, Mayr Nusser fu arruolato forzatamente nelle SS e trasferito in Germania per l’addestramento. Al momento del giuramento rifiutò per motivi di coscienza e venne arrestato. Deportato su un carro bestiame verso il campo di concentramento di Dachau, morì il 24 febbraio 1945 a Erlangen durante il viaggio a causa delle privazioni e dei maltrattamenti subiti. Il legame tra Bolzano ed Erlangen resta oggi vivo nel segno della sua memoria. (mp)
Il testo riportato sulla tabella nel luogo natale di Mayr Nusser
Josef Mayr-Nusser nacque qui, al Nusserhof ai Piani di Bolzano, il 27 dicembre 1910. Era membro dell'Azione Cattolica di Bolzano e dell'Andreas-Hofer-Bund, il gruppo di resistenza sudtirolese al fascismo e al nazionalsocialismo. Dopo essersi rifiutato il 4 ottobre 1944 a Konitz (Chojnice in Pomerania) di prestare il giuramento alle SS per motivi di coscienza, fu processato e condannato a morte. Venne quindi avviato su un treno merci verso il campo di sterminio di Dachau, ma morì durante il viaggio il 24 febbraio 1945 a Erlangen, a causa dei maltrattamenti subiti. Nel 2010 la Città di Bolzano gli ha conferito la cittadinanza onoraria.