La Città di Bolzano ha ricordato i 23 Martiri della Mignone

A 82 anni dall’eccidio, cerimonia solenne nel segno della memoria, della libertà e dei valori della democrazia
Data:

11/09/2026

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  • Comunicato stampa
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La Città di Bolzano si è raccolta questa mattina per ricordare, con una solenne cerimonia pubblica, i 23 giovani militari italiani trucidati dai nazisti il 12 settembre 1944 all’interno della Caserma Mignone e successivamente sepolti in una fossa comune al cimitero maggiore di Oltrisarco. Alla commemorazione hanno partecipato anche alcuni familiari delle vittime, giunti a Bolzano da diverse parti d’Italia.

Il corteo commemorativo ha percorso via del Parco fino alla piazzetta dedicata ai 23 Martiri, dove sono state deposte le corone sulle targhe che ne tramandano la memoria. Alla cerimonia, insieme al Sindaco Claudio Corrarati, hanno preso parte le autorità civili, politiche e militari, i rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’ANPI, delle associazioni combattentistiche e d’arma, oltre a cittadini e rappresentanti della comunità.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come quella di oggi non debba essere considerata una semplice cerimonia commemorativa, ma un momento nel quale la memoria del passato diventa una responsabilità per il presente e per il futuro.

Guardando negli occhi i familiari delle vittime – ha detto il Sindaco – si comprende che non siamo qui per una consueta liturgia della memoria. C’è ancora, dopo 82 anni, il bisogno di ricordare e di affermare quei valori fondanti della nostra democrazia che hanno dato un senso al sacrificio di questi giovani”.

Un richiamo particolarmente significativo, ha aggiunto Corrarati, anche alla luce dell’attuale momento storico: “Di fronte alle difficoltà e alle paure del nostro tempo non possiamo pensare di andare a cercare nelle radici del fascismo o del nazismo le soluzioni ai problemi della società. Non sono quelle le radici dalle quali può nascere una nuova società. Le radici vere sono quelle di chi ha perso la vita e di chi ha dedicato la propria esistenza alla libertà e alla costruzione di una società diversa. Sono queste le radici dalle quali possono nascere nuovi alberi. Ed è da qui che i giovani devono poter attingere”.

Il Sindaco ha quindi richiamato l’attenzione della comunità anche di fronte al riaffiorare, anche in questo territorio e nelle giornate di questi giorni, di manifestazioni e pensieri estremi. “Non possiamo disattendere l’attenzione – ha sottolineato – perché il rischio è quello di dimenticare quanto la storia ci ha insegnato. Il vero antidoto è la comunità che si riconosce nei valori fondanti della democrazia, della libertà e della memoria”.

La Città di Bolzano, ha ricordato infine Corrarati, è testimone di questa memoria attraverso i tanti luoghi che ne custodiscono le tracce. “Questi luoghi ci ricordano che la memoria non è qualcosa che appartiene soltanto al passato: è una responsabilità del presente e un impegno verso le nuove generazioni”.

L’eccidio della Mignone, a lungo rimasto ai margini della storiografia nazionale e locale, è stato ricostruito anche grazie alle ricerche dell’Archivio Storico della Città di Bolzano. I 23 militari, catturati tra il 1943 e il 1944 durante missioni clandestine in diverse regioni italiane, furono trasferiti prima nelle carceri di Verona e successivamente nel Lager di Bolzano. Il 12 settembre 1944 vennero condotti alla Caserma Mignone, dove furono uccisi. Le loro salme furono riesumate nel giugno 1945 da una commissione alleata e oggi riposano nel cimitero militare di San Giacomo. Nel dopoguerra, sette dei 23 militari furono insigniti della Medaglia al valor militare.

A 82 anni da quella tragedia, la cerimonia ha così rinnovato l’omaggio della Città ai 23 Martiri della Mignone, trasformando ancora una volta il ricordo in un messaggio rivolto al presente: conoscere la storia, custodire la memoria e difendere i valori della libertà e della democrazia. (mp)

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Data di scadenza

11/09/2028

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 11/09/2026 12:46

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