Descrizione
La Città di Bolzano ha commemorato stamane, 23 ottobre, il 70° anniversario della rivolta popolare ungherese del 1956, ricordando le vittime della repressione sovietica e il loro sacrificio nella lotta per la libertà e i diritti civili. La cerimonia si è svolta a Parco Petrarca, davanti alla stele affacciata su piazza IV Novembre, che ricorda i Martiri d’Ungheria.
Alla commemorazione erano presenti il Sindaco Claudio Corrarati, il Vicepresidente della Giunta provinciale Marco Galateo, l’Assessore provinciale Luis Walcher, gli Assessori comunali Tritan Myftiu e Claudio Della Ratta, consiglieri comunali, autorità militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e dell’ANPI, oltre alla Console ungherese a Milano, Orsolya Katalin Szabó in mattinata ricevuta in municipio dal primo cittadino. Da segnalare che alla cerimonia in piazza IV Novembre ha partecipato anche la classe 3 T dell’Istituto Tecnico Economico Cesare Battisti di Bolzano.
Nel suo intervento, il Sindaco Claudio Corrarati ha richiamato il significato della ricorrenza e l’attualità del messaggio di quella rivolta, quando, il 23 ottobre 1956, migliaia di persone scesero nelle strade di Budapest per chiedere libertà, diritti civili e la fine dell’oppressione sovietica.
"Ricordare è importante, ma dobbiamo avere anche il coraggio di denunciare tutte le situazioni in cui vengono negate la libertà e i diritti delle persone. A settant’anni da quei tragici eventi, vedere che ancora oggi in Europa si ripetono situazioni di questo tipo ci richiama alla responsabilità di difendere sempre la libertà e la pace», ha sottolineato il Sindaco. "Manifestare pacificamente per affermare i propri valori e le proprie idee è un diritto fondamentale, che deve essere esercitato nel rispetto degli altri e di ciò che ci circonda. Di fronte alle tante forme di violenza, anche durante le manifestazioni, dobbiamo ripartire dal dialogo e dall’impegno comune per la pace".
La Console ungherese Orsolya Katalin Szabó ha ringraziato la Città di Bolzano per aver eretto, prima in Europa, un monumento dedicato ai Martiri d’Ungheria e per continuare, attraverso la cerimonia annuale, a mantenerne viva la memoria. Un riconoscimento al valore di un impegno che lega la città alla storia del popolo ungherese e alla difesa della libertà.
È intervenuto anche Giovanni Podini, figlio di Giancarlo che all’epoca era presidente dell’Azione Cattolica e si impegnò in prima persona nella realizzazione della stele commemorativa. Il suo contributo ha ricordato le origini del monumento e l’impegno di quanti vollero lasciare un segno concreto di solidarietà verso il popolo ungherese e di condanna della repressione.
La rivolta iniziata a Budapest il 23 ottobre 1956 fu soffocata nel sangue dall’intervento militare sovietico del 4 novembre. Si stima che circa 2.700 ungheresi e oltre 700 soldati sovietici persero la vita, mentre migliaia di persone rimasero ferite e più di 250.000 ungheresi furono costretti a lasciare il Paese. A settant’anni di distanza, la commemorazione bolzanina rinnova il valore della memoria storica e l’importanza della libertà, dei diritti civili e della pace. (mp)